Diario da Mique

pubblicato il 15 Dic 2016

Miriam e Giuliana sono partite in novembre per raggiungere la missione di Mique, nella zona del Sidamo in Etiopia, dove è stato avviato il progetto “Insieme per Mique” (che potete trovare qui).

Questa è il diario della loro esperienza nella missione.

Siamo due infermiere che collaborano con Help for Life per il progetto in Etiopia presso la missione di Mique.
Quando siamo partite non avevamo ben chiaro quale sarebbe stato il nostro contributo lì: era per noi il primo mandato di questa collaborazione.

Siamo state accolte dalle suore in maniera splendida, come si attendono due ospiti importanti e si è creato da subito un clima che ci ha fatto sentire parte di una famiglia.
Ben presto ci siamo rese conto che il lavoro da fare era elevato e spaziava non solo dalla sistemazione della clinica, ma anche dagli spazi adiacenti ad essa.
La clinica è gestita da personale locale, che però va seguito e formato per quanto riguarda le norme igieniche di pulizia, disinfezione, sterilizzazione non solo di ferite, ma anche del materiale chirurgico a loro disposizione.

Il primo scoglio che abbiamo affrontato con le suore è stato quello di individuare la locazione adeguata per un ambulatorio infermieristico, data che quello che c’era non era strutturato in maniera adeguata ed era di difficile gestione visto lo spazio limitato per le nostre attività. E’ stato individuato in un ambulatorio accanto, usato raramente, ma sicuramente più ampio e luminoso del precedente. Abbiamo provveduto alla tinteggiatura, sanificazione e riorganizzazione per una migliore attività ambulatoriale consona alle esigenze di tutti, sia infermieri che pazienti.

In seguito ci siamo adoperate nel formare il personale ad eseguire manovre corrette di medicazione con le risorse presenti qui, il più sterilmente possibile. Dopo aver preso visione di una piccola sterilizzatrice presente nel laboratorio, abbiamo spiegato loro il processo di sterilizzazione del materiale chirurgico.

Abbiamo proposto alla suora responsabile della clinica, di migliorare l’accesso dei pazienti in ambulatorio consegnando loro un numero corrispondente a quello della prescrizione da fare, in modo da non confondere la persona. E’ stata subito accolta e ci sembra una ottima soluzione, come hanno approvato i miglioramenti apportati alla clinica non solo in termini di spazi, ma anche di qualità.

Il lavoro qui non manca; lavorando in equipè è stata rivista la disposizione anche della sala parto, in modo tale da renderla più funzionale, inoltre abbiamo aiutato a ripulire una stanza destinata alle varie attività ricreative per il “Progetto donna”, ed una destinata alle varie attività di segreteria della clinica.
Abbiamo arricchito il nostro bagaglio personale, dal momento in cui ci è stata data la possibilità di assistere ai parti e abbiamo constatato che il personale addetto è molto preparato ad affrontare anche situazioni di emergenza. Grazie a loro abbiamo capito come la donna e il bambino non possano avere le stesse possibilità e accessibilità ad un parto sicuro come avviene nel nostro paese occidentale.

Ci accorgiamo sempre più della povertà assoluta che c’è qui, eppure negli sguardi dei bambini c’è tanta serenità e nelle loro risate c’è voglia di vivere, sono felici e sereni nella loro povertà. Li abbiamo incontrati a scuola portando loro la caramella tanto desiderata e chiesta ogni volta che ci vedevano. E’ come aver fatto loro un dono prezioso, speciale, forse l’unico dell’anno.

Ci sentiamo appagate per il nostro lavoro e contributo che ci ha arricchito sia dal punto di vista umano che dal punto di vista culturale nel rispetto di tradizioni e realtà così diverse dalla nostra.
La convivenza con le suore è stata ottima, abbiamo vissuto in comunità come in una famiglia e a poco a poco si è creato con ciascuna di loro un rapporto di amicizia che porteremo nei nostri ricordi.
Facciamo tesoro di questa esperienza anche perché tanti momenti vissuti intensamente sono difficili da esprimere agli altri, ma sono fortemente impressi nella nostra memoria e diventano un bagaglio personale di accrescimento umano e cristiano.

Ci auguriamo che questa amicizia sia l’inizio di un cammino di collaborazione e aiuto tra Help for Life e Mique.

Miriam e Giuliana

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